17/12/17

Intermezzo Domenicale !!! ....... Da dove veniamo ? Che siamo ? Dove andiamo ?

Al Museum of  Fine Arts di Boston ci sono dei capolavori di cui cito solo alcuni nomi lasciando anche come link diretto ......

  Gustave Caillebotte,  Edgar Degas, Donatello, Rembrandt Harmenszoon Van Rijn, 


 Gustave Caillebotte Fruits sur un étalage (1881-1882)

 Edgar Degas Fantini a Longchamp (1874 circa)

ecc. è presente un meraviglioso quadro dipinto del pittore francese Paul Gauguin,  realizzato nel 1897 e conservato al Museum of Fine Arts di Boston dal titolo « Da dove veniamo?Che siamo?Dove andiamo? » lungo tre metri e settanta ed alto quasi un metro e mezzo



L'opera  che pone i massimi quesiti esistenziali dell'uomo è stata dipinta a Tahiti. Il momento per l'artista era molto delicato con un tentativo di suicidio non riuscito (aveva seri problemi di salute), in lotta con le autorità e isolato nel contesto fisico ed artistico. Anche la notizia della morte della figlia predilette Aline aggravò la situazione e, lo spinse a creare un'opera di grandi dimensioni - la più grande del suo opus - come riflessione sull'esistenza, testamento spirtuale ed allo stesso tempo una summa di tutte le sue ricerche cromatiche e formali degli ultimi otto anni.
Gauguin, a seguito di questi eventi luttuosi volle mettere mano a qualcosa che rappresentasse come un «un testamento spirituale» per condensare la sua visione sull'arte e descrisse per la prima volta indirizzando una lettera all'amico Daniel de Monfreid .. Da dove veniamo?Che siamo?Dove andiamo? . Vi lavorò giorno e notte per un mese con ritmi talmente frenetici che fini col prostralo.

Le info sul quadro sono state tratte da Wiki al link  QUI  suindicato per leggere il seguito.
Le altre info e le immagini sono state tratte sempre da WIKI ma a quest'altro LINK

Voglio aggiungere che il Museum of Fine Arts di Boston nel Massachusetts è uno dei più grandi degli Stati Uniti. Vi si trovano 450.000 opere d'arte che la fanno una delle più complete del continente americano. I visitatori all'anno sono oltre un milione e nel 2013 è stato il 62°museo di belle arti più visitato al mondo. Fu fondato nel 1870 ma la sede attuale risale dal 1909 ed è associato all'accademia d'arte Boston School of teh Museum of Fine Arts ed a quello che si trova a Nagoya in Giappone.
Vi metto l'immagine del Museum tratto sempre dal sito WIKI suindicato.


Spero che anche questa condivisione sia di gradimento e vi auguro una felice domenica.


NOTA Affluente
Mi scuserete se l'articolo riferentesi al quadro di Gauguin lo dovete continuare a leggere su Wiki ma non è possibile riportare tutto e fare un riassuntosarebbe manchevole di tante parti e quindi ritengo meglio accennare ai punti piu salienti per poi completarli all'origine semprechè ne abbiate voglia.
Grazie

Un piccola aggiuntasu quanto Gauguin stesso dice a guida del visitatore del suo quadro ..(il perchè lo dovete leggere su Wiki)
 
 « Ai due angoli in alto, dipinti in giallo cromo, reca il titolo a sinistra e la mia firma a destra, come un affresco guasto agli angoli applicato su di un fondo oro. A destra, in basso, un bambino addormentato e tre donne sedute. Due figure vestite di porpora si confidano i propri pensieri. Una grande figura accovacciata, che elude volutamente le leggi della prospettiva, leva il braccio e guarda attonita le due donne che osano pensare al loro destino. Al centro una figura coglie frutti. Due gatti accanto a un fanciullo. Una capra bianca. Un idolo, con le braccia alzate misteriosamente e ritmicamente, sembra additare l’aldilà. Una fanciulla seduta pare ascoltare l'idolo. Infine una vecchia, prossima alla morte, placata e presa dai suoi pensieri, completa la storia, mentre uno strano uccello bianco, che tiene una lucertola con gli artigli, rappresenta la vanità delle parole. Tutto ciò accade lungo un ruscello, sotto gli alberi. In fondo è il mare e le cime dell’isola vicina. Malgrado i diversi motivi di colore, il tono del paesaggio è tutto blu e verde veronese. Su questo fondo tutti i nudi staccano in vivo arancione »

15/12/17

Crema di ceci, ragù di cotechino sgranato al vino e rondelle di porro croccanti

Questa è una ricetta che vi ripropongo mi sembra il periodo giusto. L'avevo preparata a suo tempo nel dicembre 2014 ma l'ho condivisa cole nel gennaio 2015 perchè pensavo di rifarla ed aggiungere le foto mancanti.
Non mi ricordavo assolutamente di questo gustosissimo piatto - mai ancora rifatto -  e sopra tutto per il meraviglioso ragù di cotechino. Non mi piace tanto il cotechino e/o lo zampone - stesso impasto, sono troppo grassi ma come ragù è tutt'altra cosa.
Non voglio riproporre tutto l'antefatto ma qualcosa lascio :D  di quanto avevo scritto due anni fa.

E' un periodo che mi trovo spesso in cucina  anche per  la presenza del nostro amico triestino ma vive da anni a Venezia e coglie queste occasioni per venire qui e rivedere anche gli amici.
Naturalmente come i miei familiari anche lui si aspetta sempre qualche piatto sfizioso a sorpresa ed io mo doverto nella ricerca di sfiziosità.
Questo piatto rappresentava l'antipasto che come accostamento al seguito da tortelloni al zabaione salato e finire con una crema catalana.
Purtroppo di questa ricetta non ho foto salvo il guscio vuoto di formaggio che ho fatto in più perchè mi sono dimenticata di cambiare le batterie alla macchina. Sembrava che fosse a posto ma non ho visto la lucetta rossa...per cui niente foto mi dispiace... solo il guscio vuoto fatto dopo e anche brutto!!!!! L'antipasto in compenso è stato molto gradito e spazzolato con la solita voracità mentre la sottoscritta di solito non ha molto appetito dopo essere stata in cucina per parecchie ore.
Passiamo alla ricetta.




Ingredienti per 4 persone
- 2 scatole di ceci gia cotti (da 400 g lordi - 270 g circa sgocciolati) 
- 1 cotechino di quelli confezionati pronti per la cottura max.30 minuti da 300 g
- 1 porro (scegliete uno grande in modo da avere più parte bianca)
- 2 scalogni piccoli
- 1 bicchiere di vino rosso
- 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
rosmarino fresco oppure in polvere secco
100-200 g di formaggio gratuggiato reggiano
- olio - sale e pepe a piacere


 





Preparazione
Prima di tutto mettere a cuocere il cotechino seguendo le indicazioni della confezione e mentre si cuoce preparate i restanti ingredienti.
Rosolate lo scalogno in pochissimo olio e fate ammorbidere non deve scurirsi.
Nel frattempo sgocciolate i ceci ma non butta via il liquido che vi servirà per la cottura.
Aggiungete allo scalogno i ceci ed amalgamate il tutto poi aggiungete una parte del liquido ed il rosmarino e lasciate andare per una decina di minuti a fuoco basso coperto poi spegnete.
In un altra  padella con un filo di olio fate rosolare il porro tagliato sottile deve diventare croccante ma non bruciarsi dopodichè spegnete il fuoco lasciandolo scoperto.

Vi consiglio di tenere quanto preparato al caldo inclusi i ceci magari in forno preriscaldato 50° oppure riscalderete il tutto poco prima dell'impiattamento.


Il cotechino ormai cotto estraetelo e togliete l'involucro eliminando tutto il grasso liquido e pelle/cotenna.
Dovrete tagliarlo a fettine e poi sbriciolarlo ben bene i pezzetti devono essere piccolissimi e lo farete tostare in un altra padella senza aggiungere grassi in quanto il cotechino lo è a sufficenza. Aggiungete il vino e alzate la fiamma affinchè si riduca non deve esserci molto liquido ma piuttosto asciutto e quindi va ben consumato.
In un bicchierone grande o altro contenitore versate i ceci con il loro liquido e frullate con il frullino ad immersione o quant'altro avete a disposizione fino a che il tutto risulti una crema. Se ritenete troppo fisso per frullare bene aggiungete ancora un pò del liquido che avrete messo da parte.

In un padellino dalle dimensioni di circa 16 diametro che farete riscaldare a fuoco medio, versate spargendo bene un cucchiaio abbondante di formaggio. Non appena vedrete che si scioglie ed allo stesso tempo diventa compatto sollevate delicamente dal bordo, magari vi aiutate con una forchetta oppure vi mettete un paio di guanti per non scottarvi ed utilizzate le mani.
Tirate la sfoglia di formaggio delicatamente e mettetela sul fondo di un bicchiere capovolto in modo che piegando i bordi formi una specie di cestino per accogliere l'antipasto.
Li potete preparare anche prima di provvedere a tutto il resto in quanto freddi vanno anche meglio.

Mettete su di un piatto un cestino di formaggio, riempite con la crema di ceci fino a metà poi completate con una bella cucchiaiata di ragù di cotechino e finite con le rondelle croccanti di porro.
Servite subito.

Probabilmente il cestino di formaggio non sarà mangiabile in quando la crema calda di ceci lo ammorbidirà rendendolo gommoso ma non è detto,  su tre cestini due sono rimasti croccanti per essere gustati.

Spero che con un pò di fantasia riusciate ad immaginare l'impiattamento.

Buona giornata.



NOTA Affluente  

Ho scoperto che ci sono alcune gastronomie di un certo livello che vendono dei cestini di formaggio pronti bellissimi se non avete voglia di farli o avete fretta. Certo quelli fatti in casa sono più buoni e ....freschi.

Per questo ragù potete usare anche lo zampone che ha lo stesso impasto del cotechino come pure quello venduto a forma di triangolo chiamato "cappel di prete". Gli impasti sono più/meno uguali uno rispetto all'altro potrà avere più grasso.
Sono cose che ho scoperto successivamente in quanto essendo cosi buono questo ragù ho approfondito la ricerca nel campo "cotechino" che come insaccato non m'interessava molto.

A questo proposito per la differenza cotechino - zampone - ecc. vi metto il link al post che ho fatto l'anno scorso dopo la mia solita ricerca approfondita : Cotechino/Zampone/Varie


13/12/17

Arancini-arancine...alla Norma alla mia maniera

E' da tanto tempo che volevo cimentarmi nel fare gli arancini - o arancine che mi sembra la differenza oltre al luogo anche alla forma, tonde oppure a cono. Gli ho sempre mangiati pronti sia in Sicilia tantissimi anni fa che anche a Roma e dintorni. Ovviamente si trovano un pò ovunque nelle gastronomie fatti da gestori doc oppure da altri che di cucina s'intendono molto.
Anche a Trieste in alcune pizzerie gestite a doc. gli arancini sono presenti. Questa volta ho voluto tentare l'esperimento che è riuscito non tanto per la loro "rotondità" ma erano molto buoni e se li sono pappati subito.
Alla Norma perchè il ripieno era con le melanzane. Penso però che non li rifarò tanto presto anche perchè a maritino il riso non piace molto e mi vedete fare gli arancini con la "pasta" :D :D  io NO.


Ingredienti
300 g di riso carnaroli
100 g di pane grattugiato
50 g di parmigiano reggiano
1 melanzana lunga 
100 g di mozzarella
200 g di polpa di pomodoro
1 uovo
sale - pepe
olio di semi per friggere


Preparare il sugo cuocendo per circa 10 minuti con un pò d'olio evo.
Tagliare la melanzana e quadrucci e friggerla.

 lasciato scolare la mozzarella

Cuocere il riso in abbondante acqua salata ma lasciarlo al dente altrimenti con la fruttura poi si spappola., scolarlo e lasciarlo raffreddare.
In una ciotola mettere il riso, il pomodoro, un pezzetto piccolo di burro ammorbidito a temperatura ambiente, sale e pepe. L'insieme deve risultare compatto e non umido o liquido.

CONSIGLIO: aggiungete la salsa poco alla volta per non rischiare di avere un "risotto" all'onda.

Se ancora tiepido lasciatelo raffreddare.
Prendete sul palmo della mano una bella manciata di riso, formate una palla abbastanza grande, la schiacciate leggermente e nel centro mettete un pò di melanzane fritte e la mozzarelli fatta a pezzetti. Richiudete e compattate tutta la palla, passatela nell'uovo sbattuto e poi nel pane grattugiato ed al caso ripetete l'operazione.



CONSIGLIO: o friggete le arancine man mano che le preparate, oppure le preparate tutte ma le mettete in frigo e prendete quelle che friggerete subito e cosi via in questo modo non cè pericolo che si sciolgano.

Friggete in abbondante olio di semi e dopo averle passate sulla carta cucina per l'eccesso di olio servitele subito calde.





Non sono riuscite perfette ma erano veramente tanto buone e filanti che sono finite subito.
Buona appetito.


NOTA Affluente

Se siete brave potete dare la forma allungata a cono anzichè rotonde. Inoltre potete usare il porzionatore gelato a molla, quello per fare le palline e prendete con questo il riso che vi formerà la palla e la giusta quantità. Badate di oliare leggermente o comunque bagnare il prozionatore.
Questo è il porzionatore, immagine presa dal web.

PS.
Questa volta il post l'ho programmato per mercoledi visto che vi ho oberati di lettura con tre giorni consecutivi di pubblicazione... venerdi, sabato e domenica.  Vi ringrazio di essere passati e vi auguro un buon mercoledi e prosecuzione di settimana.



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